Rendere redditizia l’alta velocità in Italia   Leave a comment

Va da sé che il governo italiano sta puntando sull’asfalto e il petrolio. Del resto, l’asfalto è un sottoprodotto della raffinazione del petrolio. Negli ultimi 50 anni, i petrolieri hanno imposto la chiusura di migliaia di km di ferrovie compresi centinaia di km elettrificati come la Como Varese e, nei mesi scorsi, la Cremona Piacenza.
La nuova tecnologia della TAV è anch’essa a rischio dopo i conti in rosso di NTV.

ECCO ALCUNE CONSIDERAZIONI SU COME INCREMENTARE I PASSEGGERI SULLA RETE AV:

  1. I treni provenienti da Sud-Ovest (Sicilia, Calabria, ecc.) dovrebbero limitarsi a Salerno, terminale meridionale della AV. In questo modo, la città campana costituirebbe un “hub AV” per RM, FI e il Nord.
  2. I treni provenienti da Sud-Est (Puglia, Abruzzo, ecc.) e diretti a Nord-Ovest dovrebbero limitarsi ad Ancona. In questo modo, verrebbe potenziata la trasversale TO-MI-BO-AN, sebbene l’alta velocità ci sia solo tra Torino e Bologna.
  3. Velocizzare la linea “storica” BS-VR, in modo tale, quando sarà attivata la tratta AV MI-BS, da collegare Milano e Verona in un’ora con una fermata, a Brescia.

Per me, ha poco senso esistano ancora “treni del sole”, come libro di Renee Reggiani, diretti da Palermo o Taranto a Torino o roba simile che ci impiegano 24 ore, manco si trattasse della Transiberiana.
In attesa, che venga completata la ferrovia AV Brescia Verona Padova.

pubblicato 23 agosto 2014 da Albino Galuppini

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