Cremona, Tibre sì ma ferroviaria: c’è già il progett   Leave a comment

Cremona Ben 145 chilometri d’asfalto, tremila etttari di terreno fertile che non saranno più coltivati, sedici milioni di metri cubi di inerti che saranno scavati e centinaia di aziende agricole obbligate a chiudere; e tutto per un’autostrada, la Tirreno Brennero, che costa come una finanziaria, cinque miliardi di euro, di cui un miliardo e mezzo per la Cremona Mantova, quella parte che attraversa la provincia di Cremona. Soldi pubblici che prenderanno il volo, ed emissioni inquinanti di C02 a volontà tanto per aumentare l’effetto serra e il rischio di cambiamenti climatici negativi. Come se non bastasse, il traffico previsto è di circa 10mila veicoli al giorno, nemmeno la metà del necessario per pareggiare i costi. Contro questo scenario si stanno mobilitando numerose associazioni assieme al Comune di Parma, oltre a vari enti locali che stanno preparando le loro adesioni al sit-in di Sissa Trecasali previsto per l’11 aprile. Sarà un momento determinante, visto che quella di Sissa Trecasali è la località in cui la superstrada Cispadana diventa autostrada per proseguire fino a Ravenna. Le associazioni ambientaliste hanno notato, come segnalato da Cesare Vacchelli, che non esistono neanche i cartelli che indicano i lavori in corso, proprio perché il progetto definitivo non è ancora stato approvato dal ministero delle Infrastrutture. Cantieri non autorizzati, allora, per nove chilometri d’asfalto senza giustificazione, da Fontevivo a Trecasali, che le associazioni vogliono fermare. C’è un progetto alternativo secondo il quale l’impresa Pizzarotti, già all’opera, può usare le proprie competenze e lo stesso budget per realizzare tutt’altra infrastruttura senza rimetterci nulla: basta scegliere di costruire la Tirreno Brennero ferroviaria, per fare in modo che dai porti dell’Alto Tirreno, come quello di Livorno, i container viaggino sì ma in treno, come previsto dall’Unione europea che ritiene strategici gli investimenti per le ferrovie anche allo scopo di ridurre lo smog. Lo studio della società Tibre srl, formata dagli enti pubblici, presentato stamattina da Cesare Vacchelli a Parma, dimostra che l’alternativa ferroviaria è praticabile. Invece di usare il credito d’imposta e la proroga delle concessioni autostradali, che l’Europa nemmeno ha approvato, lo studio prevede che si usi il miliardo e 300 milioni accantonato dall’Autocisa, grazie all’aumento del pedaggio, per completare il raddoppio della Pontremolese e proseguire con la Parma Verona. Si possono usare a questo scopo anche i fondi europei per la mobilità sostenibile. I conti quindi tornano raddoppiando le ferrovie. L’unico fattore che ancora manca è la volontà politica di tutti i territori nessuno escluso.

Pubblicato 1 aprile 2015 da Albino Galuppini in Lamentazioni Ferrate, Treno per Tutti

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