Treni, nessuna speranza per la Novara-Varallo   Leave a comment

Una data esatta non è stata comunicata ma a breve non esisterà più la linea ferroviaria Novara-Varallo, sostituita da pullman. E’ la situazione a cui la delegazione di amministratori valsesiani è stata messa di fronte nell’incontro di ieri a Torino con l’assessore regionale Francesco Balocco. I rappresentanti dei Comuni di Varallo, Sabbia, Rimasco, Rima San Giuseppe, Campertogno, Boccioleto, Grignasco, Cellio, Vocca, Breia, Borgosesia, Riva Valdobbia, Comunità Montana Valsesia e Provincia di Vercelli sono partiti ieri mattina, in treno, dalla città del Sacro Monte per raggiungere il capoluogo piemontese. «La battaglia oggi è persa ma vogliamo combatterne altre prima di arrenderci» dice Carlo Stragiotti, primo cittadino di Sabbia, studente pendolare che da mesi insieme con i colleghi si sta battendo per non perdere il servizio su rotaia. 

«Il principio da cui è partito l’assessore Balocco – sottolinea Eraldo Botta, sindaco varallese – è che visto che la precedente giunta regionale di Cota aveva chiuso 13 linee salvando la Novara-Varallo, utilizzando gli stessi parametri debba essere chiusa anche questa. Abbiamo chiesto a Balocco di valutare altre soluzioni prima di sopprimere la linea ma la decisione è stata presa dicendoci che la riapertura potrebbe avvenire in futuro. Noi intanto siamo pronti ad altre azioni per provare a far cambiare idea alla Regione». Un secondo confronto con Francesco Balocco è in programma già lunedì, nel municipio di Romagnano, alle 18. 

Diversa l’opinione dell’assessore regionale ai trasporti. «Purtroppo la Novara-Varallo, dopo la querelle di due anni fa in merito alla sospensione delle 14 linee ferroviarie, era tra le tratte con un maggiore costo pro-capite e un bassissimo rapporto ricavi su costi – spiega -. La precedente giunta, tuttavia, deliberò di sospendere le altre linee e mantenere questa con la formula della sperimentazione, sia pure con il dimezzamento delle coppie di treni circolanti». E ancora: «Purtroppo la sperimentazione non ha dato i frutti sperati e le frequentazioni registrate anche dai nostri ispettori – continua l’assessore -, non personale di Trenitalia, a queste condizioni non giustificano più il trasporto su ferro con un costo annuale superiore ai due milioni di euro». 

Balocco dà una spiegazione al presente con un occhio al futuro. «Con l’autobus sostitutivo si potrà garantire lo stesso servizio a costi notevolmente inferiori – conclude -: il rapporto tra costi del trasporto su rotaia e quello su gomma è infatti di circa 10 a 1, con 15 euro al chilometri dei treni, contro gli 1,5 euro/chilometro dei bus. E’ intenzione di questa amministrazione potenziare il trasporto ferroviari attraverso lo strumento della gara che nel prossimo futuro spero possa ridare speranza alle linee minori, inserendo la Novara-Varallo, ma anche la Santhià-Arona, tra quelle tratte in disponibilità per i competitori europei. Linee che al momento non sono chiuse ma solo sospese».  (La Stampa)

Come previsto il bagno di sangue delle ferrovie italiane continua.
Avevano inventato i “forconi” per mandare via Cota accusandolo di ogni nefandezza nei confronti delle ferrovie piemontesi, ma ora che c’è la nuova giunta “equo-solidale”, si continuano a chiudere ferrovie.
Prima di tutto, non si comprende perchè non si può chiedere a qualcuno di diverso fa Trenitalia di gestire il servizio ferroviario. Poi, è questionabile il fatto che l’autobus costi di meno, dato che le linee ferroviarie sono ormai automatizzate e impiegano pochissimo personale. Inoltre bisogna spostare le scuole superiori vicino alle stazioni. Se non si fa questo, il traffico non potrà che diminuire.
Perchè il Piemonte non si crea la sua azienda ferroviaria regionale?
La scelta di uccidere il trasporto su rotaia in Italia deriva dai petrolieri che hanno insediato Renzi e Grillo e la combriccola che  di tutto parla fuorchè di questo, i quali vogliono trasformarci come gli USA. L’Italia spende decine di miliardi di euro per i fondi salva-stati, per il riarmo e chiude gli ospedali pubblici e il trasporto locale.
Meglio anche chiuda questo stato di merda.
E notate come i mass media di merda non facciano notare 2 cose importantissime:

  1. Il silenzio assordante dell’ambientalismo dimostrando che l’ambientalismo ufficiale è sempre stato contiguo al potere.
  2. Dato che in Italia non si possono licenziare i dipendenti pubblici, per nessun motivo, i ferrovieri che lavoravano alle 14 linee chiuse in Piemonte continuano a percepire regolare stipendio senza nessun risparmio per l’erario.

Pubblicato 11 settembre 2014 da Albino Galuppini in Lamentazioni Ferrate

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