Brescia – Cremona, la «furia» dei pendolari   Leave a comment

L’appello: «Le condizioni di viaggio hanno subito un tracollo: ritardi, treni vecchi, corse soppresse»

Il comitato pendolari della linea ferroviaria Cremona – Brescia ha organizzato una raccolta firme per segnalare Trenord, Rfi, Regione e Comuni i disservizi dell’ultimo periodo e sostenere la necessità di perseguire standard qualitativi più elevati.
Le adesioni raccolte, nonostante nonostante il periodo di ferie e di fine lezioni universitarie, sono circa seicento. Secondo i pendolari le condizioni di viaggio hanno subito «un tracollo»: parlano di treni soppressi con assenza di mezzi sostitutivi, ritardi di oltre mezz’ora, informazione assente o carente. E ancora, denunciano l’utilizzo di treni monocarrozza a nafta vecchi di oltre 42 anni in orario di punta, con un eccessivo assembramento e passeggeri non lasciati salire per mancanza di spazi. In più lamentano l’assenza dell’aria condizionata.
«A tutto ciò – scrive Roberto Mariani, uno dei rappresentanti – si aggiunge il solito problema dei tempi di percorrenza che avevamo a sollevato prontamente dopo il cambio di orario del dicembre 2008: la velocità media prevista da orario ufficiale è di 52 chilometri orari. Ci vogliono, cioè, 58 min. per coprire solo 51 chilometri»
QUASI OGNI GIORNO, nelle ultime settimane – sottolineano i pendolari – c’è una cancellazione, un guasto, un treno che procede a passo d’uomo. E «ogni giorno c’è l’incognita del ritorno a casa». Le segnalazioni inviate alla Regione, proseguono, sono quasi quotidiane ma «senza ottenere riscontri o effettivi interventi».
«Mercoledì ad esempio – racconta Mariani – il treno delle 18.39 da Brescia per Cremona si è fermato a Bagnolo Mella per un guasto. Nel frattempo un lungo treno merci è entrato in stazione posizionandosi sul primo binario, tra il treno fermo e la stazione; i passeggeri erano “sequestrati”, e quelliche si sono fatte venire a prendere da familiari han dovuto operare una difficile “circumnavigazione” del lungo treno fermo, camminando a fianco dei binari con rischi di infortuni. Il treno è stato riparato dopo oltre mezz’ora». Ancora, «due venerdì fa , lo stesso treno, monocarrozza diesel, trainava un altro monocarrozza diesel guastatosi poco prima e il treno precedente delle 17.39 era stato cancellato».
Quando si tratta poi di assegnare bus sostitutivi – si tratta di pullman da 25-30 posti, assolutamente insufficienti. Un bus ci impiega almeno un’ora e 45 minuti per arrivare a Cremona essendo costretto ad entrare nei paese per raggiungere le stazioni e fino a pochi giorni fa la Statale era interrotta per lavori con ulteriore allungamento dei tempi». (Bresciaoggi)

 

Ciò che la gente non capisce è che questo è un piano preordinato. Vogliono distruggere il sistema di trasporto pubblico in Italia. In particolare, vogliono rimpiazzare i treni con gli autobus lenti per due motivi. Il primo è disincentivare il trasporto su rotaia in favore del trasporto su strada per mezzo di bus. Il secondo è favorire il trasporto con automobile privata, esattamente come negli USA.
Per questo si spiega l’impiego di littorine diesel su una linea elettrificata come la Brescia – Cremona. Allucinante ma spiegabile con l’intenzione di arricchire i petrolieri.
Questo naturalmente Bresciaoggi non lo scrive.

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