Le contraffazioni nell’RcAuto crescono anche al Nord   Leave a comment

Non sono solo gli stranieri a organizzare lo spaccio di tagliandi assicurativi falsi, come i cinesi denunciati dalla polizia municipale di San Giuseppe Vesuviano. O ancora truffatori di professione che hanno organizzano addirittura un call center per lo spaccio di polizze Rc auto con durata temporanea 5 giorni come l’organizzazione criminale scoperta a inizio anno nel Casertano. Talvolta ci si mettono anche pseudo professionisti italiani, magari con tanto di iscrizione al registro unico degli intermediari. È il caso di un’agente assicurativa di Verona, così definita dagli inquirenti, denunciata nei giorni scorsi dalla polizia municipale della città veneta. La professionista una 61enne è stata accusata dei reati di appropriazione indebita e truffa a danno di automobilisti stranieri, molti dei quali potrebbero risultare senza copertura.
L’indagine ha permesso di individuare 112 polizze irregolari, per un giro d’affari superiore a 50mila euro, riscossi in modo fraudolento. Gli investigatori hanno accertato diverse tipologie di truffa ai danni di automobilisti stranieri, dei quali la donna carpiva la fiducia proponendo tariffe molto concorrenziali e rilasciando false ricevute di pagamento. Oltre alle polizze irregolari, sono state individuate anche 60 polizze assicurative «regolarmente» contratte su documenti originali, di cui la donna poi non registrava il pagamento in agenzia, bloccando così l’attivazione della copertura. Per altre 18 polizze non è stata versata alla compagnia la seconda rata, garantendo così una copertura di più breve durata, mentre altre 26 polizze sono state falsificate. Cinque le compagnie coinvolte, alle quali è stato sottratto il premio versato dal cliente, per oltre 100 automobilisti, che pur in possesso di documenti originali, non risultano assicurati nelle banche dati Ania, con implicazioni gravi non solo in caso di incidente, ma anche di semplice controllo. Si tratta di un caso limite, che fa riflettere sul crescente razzismo assicurativo, così lo chiamano le associazioni che tutelano i consumatori in particolare quelli extracomunitari spesso penalizzati dalle tariffe delle compagnie.
E che serve da esempio per fare capire che le precauzioni, quando ci si assicura, non sono mai troppe, visti i numeri delle contraffazioni. In particolare proliferano anche le truffe sul web con siti che attirano gli aspiranti assicurati, con nomi di compagnie del tutto simili a quelle sul mercato. Sul sito dell’Ivass ogni giorno compaiono nuovi avvisi di segnalazione di imprese non autorizzate o di casi di contraffazione o di truffe via web. Secondo gli ultimi dati rilevati da Aci, Ivass e Ania, si stima che nel 2012, ci siano stati 3,1 milioni di veicoli sprovvisti di Rc auto. All’incirca il 7% del parco circolante. Una media che sale al 12% nelle province del Sud; si attesta al 6,4% al Centro mentre al Nord scende, si fa per dire, al 4,6%. Forse le cose cambieranno quando diventerà operativo il nuovo sistema disegnato dal decreto liberalizzazioni e dalla successiva norma attuativa (il decreto del ministero dello sviluppo economico n. 110 del 9 agosto scorso). Entro due anni il tagliando cartaceo verrà dematerializzato e i controlli verranno fatti in automatico con apparecchi che incroceranno il parco auto circolate con i dati delle auto assicurate.

COMMENTO Le premesse dell’articolo sono buone ma le conclusioni fasulle: il database centralizzato a Roma servirà a fare pagare l’RCA solamente a chi già lo paga, i furbi ‘equosolidali’ che le assicurazioni auto non le pagano continueranno a non pagare con il vantaggio che, col nuovo codice della strada, non saranno neanche obbligati a procurarsi ed esporre il tagliando farlocco. 2 consigli:

  1. Cercate di organizzare i trasporti in famiglia in modo da possedere il minor numero di automobili possibile.
  2. Prima di acquistare un autoveicolo, nuovo o usato, informatevi presse diverse fonti sul costo del bollo e dell’assicurazione per quel veicolo.

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