Ferrovia, elettrificazione strategica per il Nordest   Leave a comment

linea Portogruaro – San Vito – Casarsa si collegherà al futuro Corridoio V. Prossimo passo la convocazione di un tavolo al ministero delle Infrastrutture

SAN VITO. Tutti d’accordo: elettrificare la linea ferrovia Portogruaro – San Vito – Casarsa è strategico guardando al quadro generale delle infrastrutture del Nordest e di questo se ne parlerà a un tavolo ministeriale. Ma il potenziamento delle reti, per essere produttivo, deve trovare una domanda di trasporto su ferro che attualmente è scarsa e di questo bisognerà ragionare con le Ferrovie.

Se ne è parlato all’incontro tenutosi ieri su iniziativa dei sindaci di San Vito, Antonio Di Bisceglie, Casarsa, Angioletto Tubaro, e Portogruaro, Antonio Bertoncello, al quale sono intervenuti gli assessori ai Trasporti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, e Veneto, Renato Chisso, l’assessore provinciale ai Trasporti, Antonio Consorti, sindaci e amministratori di Pordenone, Cordovado, Sesto al Reghena e Teglio Veneto e rappresentanti di Unindustria Pordenone e Consorzio Zipr.

Dopo l’“assist” di Chisso all’elettrificazione della linea, il risultato di questo primo tavolo di lavoro è l’impegno di tutte le parti a stilare un accordo di programma che comprenda un incontro politico al ministero delle Infrastrutture, per cercare la svolta verso l’attuazione del progetto. Tutti concordi sul fatto che la linea locale meriti interventi, per mettere in collegamento la provincia di Pordenone con il futuro Corridoio V e il Veneto orientale col Corridoio Baltico-Adriatico e dare un servizio migliore al trasporto merci (perseguendo il fine dello spostamento da gomma a rotaia), ma anche ai pendolari di territori contigui e interregionali.

Primo obiettivo ottenere i finanziamenti: per Di Bisceglie lo sforzo di Rfi non sarebbe certo fuori portata, considerando che i 50 milioni di euro già stimati da Chisso si ridurrebbero a meno di 10 per la sola elettrificazione (tralasciando quindi sottopassi e altre opere). Chisso ha confermato il suo impegno: innumerevoli i vantaggi immediati a fronte di una spesa trascurabile, rispetto a quella per la Tav Venezia-Trieste, discorso da proseguire, ma che patirà ancora per anni l’incognita fondi.

«La piccola tratta diventa fondamentale – ha detto – nel potenziamento della Pontebbana ferroviaria: interessa due regioni e il Nord Italia e permette di evitare di pensare a quarta e quinta corsia sull’A4». Anche Riccardi ha ribadito che si tratta di un’idea intelligente che supporterà, «ma ci vuole attenzione al quadro strategico complessivo, che riguarda in primis la portualità regionale e le condizioni di rapporto con le Ferrovie sul trasporto pubblico locale. I servizi devono sostenersi: il pubblico fa la sua parte, ma all’offerta deve poi corrispondere una domanda adeguata».

Con le Ferrovie, infatti, i problemi esistono. «Per noi – ha concluso Riccardi – sarebbe facile chiudere il rapporto e passare tutto il Tpl su gomma, invece vogliamo che funzioni anche il trasporto su rotaia e per questo investiamo sull’ammodernamento del materiale rotabile».

Andrea Sartori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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