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Provincia di Milano per la lotta contro lo smog
Il documento è stato inviato ai sindaci dei 134 Comuni della provincia di Milano e discusso nell’ultimo tavolo dei sindaci, mercoledì scorso. Non è stato votato, provocando qualche frizione tra il Comune di Milano e la Provincia. Le diverse realtà territoriali ora faranno le loro osservazioni alla Provincia: l’obiettivo è arrivare a un piano comune per combattere lo smog. Da tradurre in realtà con singole ordinanze comunali.

La misura che più si distingue riguarda il divieto di circolazione dei veicoli diesel euro3 non dotati di filtri antiparticolato. Provvedimento già adottato dal Comune di Milano e revocato dal sindaco Giuliano Pisapia giovedì sera, il giorno prima dello sciopero dei mezzi che ha bloccato il traffico della città. A Milano, dunque, gli Euro 3 possono ora circolare. È qui che alcuni Comuni faranno pervenire osservazioni alla Provincia, soprattutto nel caso in cui non siano nella “prima fascia” e dunque meno serviti dai mezzi pubblici verso il centro di Milano.

Il protocollo di collaborazione prevede inoltre la riduzione di un grado delle temperature massime negli edifici e l’invito agli esercizi commerciali a chiudere le porte per ridurre le dispersioni termiche.

Le misure, spiega la bozza, scatterebbero una volta superata per dieci giorni consecutivi la soglia media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di Pm 10. Soglia che il Comune di Milano, lo scorso 6 dicembre, aveva già superato per 23 giorni, portando poi al blocco del traffico il 9 e 10 dicembre. Per far rientrare le misure, spiega il documento, occorre il rispetto dei 50 microgrammi giornalieri per almeno due giorni consecutivi.

È poi prevista l’istituzione di una cabina di regia con il potere di adottare ulteriori azioni per il miglioramento della qualità dell’aria di cui faranno parte i rappresentanti di un numero ristretto di Comuni della provincia di Milano, del Comune di Milano, della Provincia di Milano, di Regione Lombardia, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, dell’università, enti di ricerca e delle associazioni di categoria.

La bozza è tra i documenti di cui si discuterà lunedì a Milano, dove è convocato un incontro tra il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, alcuni governatori (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna), sindaci del Nord e il presidente della Provincia, Guido Podestà. All’ordine del giorno ci sarà, in primo luogo, la definizione di un piano nazionale per la qualità dell’aria, come richiesto dall’Unione europea. Le Regioni saranno chiamate a dare le loro idee per proveddimenti che possano avere un respiro nazionale, anche sulla mobilità elettrica e le emissioni degli impianti industriali.

Naturaslmente tutta questa storia si concluderù unicamente con l’obbligo di cambiare la macchina senza risolvere niente con l’obiettivo di risollevare il mercato auto. Probabilmente i dati sull’inqunamento sono falsi perchè non tengono conto del PM1 che è assai più pericoloso del PM10 in quanto penetra nelle membrane cellulari.

Nessuno affronterà i veri problemi del Norditalia che sono l’eccesso di automobili e di camion e la mancanza di infrastrutture di trasporto ferroviario degno di questo nome ma invece si continua a blaterare di Brebemi, corda molle, pedemontana, tangenziali varie.

Nesun riferimento al previsto taglio dei servizi di trasporto locale che non farà che peggiorare la situazione.
Vincono sempre i petrolieri.

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